Choralia 86

agosto 2018

Periodico di informazione corale a cura dell'Usci Friuli Venezia Giulia

ISSN 2035-4843 / anno XXI - N. 86 - agosto 2018

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editoriale
ANDARE PER TORNARE

di Lucia Vinzi

Parleremo più diffusamente nel prossimo numero di Choralia del turbine di Europa Cantat 2018, il festival vissuto con intensità e partecipazione da molti rappresentanti della nostra regione. Per ora lasciamo solo la suggestione di un pensiero: muoversi, girare, viaggiare è già uno stimolo e un confronto; una modalità antica di conoscenza veicolo di maturità, saggezza e equilibrio; muoversi per imparare e approfondire, per incontrare e ridimensionare, per impedirsi di chiudersi e auto celebrarsi.

I cori a volte lo fanno, tendono a proiettare il loro micro mondo nel mondo senza lasciarsi penetrare da altri modi, altre storie. Faticano a confrontarsi davvero, a dare spazio a novità che spesso spiazzano e mettono in discussione. E cercano di essere di più, più bravi più attivi, più belli, più nuovi. A volte senza nessun merito, in alcuni casi con arroganza, spesso con ignoranza e non conoscenza di quanto accade. Il vero confronto però esige un atteggiamento di ascolto. Quella che era a Tallinn era un’Italia corale bella ed entusiasta, senza più paura di confrontarsi, competente e rispettata, capace finalmente di stare al passo con gli altri paesi europei un tempo visti come modelli da raggiungere.

La riflessione che ne nasce (e non è una novità) è che guardarsi attorno con curiosità fa bene, confrontarsi senza timore, essere attenti a quanto accade andare per poi, nella migliore tradizione dei viaggiatori, tornare: il senso del viaggio è il ritorno e l’andare ha senso in quanto tale e non solo come meta. 

Andare anche metaforicamente, lasciarsi travolgere, incontrare, ascoltare, dare e ricevere senza paura che qualcosa venga portato via, senza la necessità di dimostrare nulla. Trovo che abbia molto ma molto senso tutto questo. Europa Cantat è anche un popolo corale che migra da un luogo all’altro con il solo scopo di vivere esperienze e di incontrare mondi, modi di cantare, artisti, maestri che nutrono l’anima e il cuore, che danno risposte e pongono domande a una curiosità che mantiene vivi senza alcuna distinzione di età.

È sicuramente vero che non sempre andare significa percorrere chilometri, che a volte è sufficiente guardare con occhi nuovi quello che ci circonda. Ma non è di questo che ora stiamo parlando. Stiamo parlando di un modo di sentire e toccare con mano altri mondi corali che a casa nostra difficilmente passano o, se passano, non ci lasciano il tempo di immergerci totalmente. Parliamo di un tipo di formazione che avviene quando si sta in un luogo esotico o almeno diverso dal quotidiano, dalla condivisione che nasce in modo spontaneo e diventa formativa, dalla gioia che si prova nel fare quello che ci piace in maniera totalizzante perché si è lì proprio per quello.

La bellezza del viaggio è riposta per molta parte nel ritorno: ricollocarsi dopo aver vissuto altre esperienze in un posto che a volte sembra non riuscire più a contenerci tanta è l’intensità, l’ingombro di quanto abbiamo portato a casa. E diventa, allora, positivamente importante trovare il modo di ricollocarsi, di smussare angoli, limare curve, mutare tanto o poco i propri confini per ricollocarsi, in modo diverso più profondo, più comodo, creativo nel posticino che avevamo lasciato. Parliamo di un modo di apprendere certamente cose nuove tecnicamente, musicalmente,coralmente… ma prima di tutto umanamente.

È un tipo di formazione umana che troppo spesso è liquidata con l’etichetta di bella esperienza. Ma è un’etichetta,e non rende giustizia all’esperienza appunto.

Esperienza significa toccare con mano. Allargando significa che certe situazioni si devono vivere e difficilmente si possono raccontare nel loro senso profondo. E le esperienze artistiche sono vissute da ognuno in forma personale e non c’è miglior modo di misurarle se non nel lasciarle fare dentro di noi e stare a guardare, con curiosità, cosa possono far accadere.

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Indice


editoriale
Andare per tornare

Lucia Vinzi

@uscifvg
Una regione che canta
Usci Fvg si presenta a Capriva

Lucia Vinzi

progetti artistici
La bellezza del giglio

a cura di Lucia Vinzi

progetti artistici
Un inno alla gioia di cantare
Il concerto di gala di Primavera di voci

Rossana Paliaga

coro giovanile regionale
Effetto collaterali positivi
Il Coro Giovanile Regionale a Illegio e Capriva

Paola Pini

educazione e formazione
Tra voci e strumenti
Il corso A scuola di coro a Fogliano

Marco Fontanot

educazione e formazione
A braccetto nei corsi di formazione Usci

Roberta Ghietti Pulich e Gianna Vascotto Ghietti

educazione e formazione
Basta un poco di zucchero?
Riflessioni a margine della festa finale di Teatro di voci

Silvia Colle

musicologia e ricerca
Dindolon campanon
Crescere al suono della lingua madre

Ambra Tubello

scrivere per coro
Quasi fosse una ribellione
Intervista ad Alessio Domini

a cura di Michele Gallas

sguardo altrove
I Giuliani nel Mondo e la musica corale

Giulio Groppi

sguardo altrove
Un coro… fa cinema

Giampaolo Sion

persone&esperienze
Cambiare per ripartire
Conversazione con Lorena Fain

a cura di Lucia Vinzi

eventi e manifestazioni
Per fortuna insegniamo musica
Dialogando a Montecatini Terme

a cura di Lucia Vinzi

eventi e manifestazioni
Una festa del canto, non solo corale
Cinquasette volte Seghizzi

Rossana Paliaga

eventi e manifestazioni
La notte rosa dei cori

Pier Filippo Rendina

itinerari d'ascolto
Musica cortese
Antichi suoni che risuonano in luoghi d’incanto, accompagnati da storie e sapori

Paolo Zuliani


rubriche

Concorsi, festival & corsi a cura di Carlo Berlese
Scaffale a cura della redazione
Guida pratica a cura della segreteria

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